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Digital PR: Relazionarci con gli influencer del web (parte 2)

Torniamo a parlare di Digital PR. Un’attività preziosa per il business di un’azienda e una nuova opportunità di lavoro per molti giovani.
Se siete esperti in un settore specifico e volete lavorare nel web non è detto che diventare youtuber e fare video possa risultare una buona idea, soprattutto se non siete a vostro agio davanti a un obiettivo. Per avere successo su Youtube ci vogliono ottime doti comunicative, una naturale simpatia e un certo stile per non risultare troppo tecnici e noiosi.
C’è anche chi sceglie, come alternativa, di lanciare un proprio Blog e comunicare attraverso articoli e foto, soluzione che offre diversi vantaggi: i Blog possono essere usufruibili in qualsiasi momento della giornata (anche a scuola o a lavoro per intenderci) in modo rapido e con una connessione non ottimale.
Per rendere redditizio un Blog ci sono molti modi, ma se non avete alcuna intenzione di aprire l’ennesimo blog una valida alternativa è quella di poter proporvi per attività di Digital PR per una o più aziende nel settore su cui avete le migliori competenze. Le imprese non hanno spesso ne modo ne tempo di monitorare ciò che viene detto online, nonostante ci sia la necessità di comprendere i trend del proprio settore. Inoltre non tutte le aziende riescono a capire quali tra le tante voci del mondo di internet sono le più autorevoli. Una delle prime attività utili da proporre a un’azienda Digital PR è quella di redigere report professionali su ciò di cui si parla online e individuare con tanto di numeri quali sono gli influencer che possano risultare più interessanti.
Siti come bloglovin.com citano i Blog che hanno più follower a livello internazionale. Su Youtube è semplice fare una ricerca per keyword e conoscere il numero degli iscritti nei diversi canali.

L’attività di public relation vera e propria consiste nel rappresentare un brand e iniziare a interagire con gli influencer a nome dell’azienda con cui collaborate, comunicando la realizzazione di nuovi prodotti, inviare comunicati stampa e documentazioni ufficiali relative, inviti a fiere o presentazioni, iniziare anche a conoscerli personalmente e non solo a seguirli come follower, per poter in qualche modo portare la loro attenzione su ciò che per l’azienda è strategico comunicare.
Sarà possibile anche recapitare campioni dei nuovi prodotti ma ovviamente solo a quei pochissimi influencer che realmente hanno un’incidenza significativa sul mercato, per questo è importante la selezione iniziale.

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E’ importante non richiedere recensioni positive in modo gratuito naturalmente, dovrebbe essere bene inteso che il lavoro di chi ogni giorno propone video e contenuti è serio e impegnativo, si basa sulla percezione del proprio pubblico di imparzialità e correttezza ed è giusto ricevere un corrispettivo adeguato qualora si richieda di promuovere un prodotto: è l’azienda stessa che in quel caso sfrutta l’autorevolezza ottenuta nel tempo dall’influencer che diventa un testimonial, ed è sempre bene separare le due attività in modo trasparente.
Oltre alla promozione online, un’azienda potrebbe avere la necessità di richiedere consulenze per la realizzazione di nuovi prodotti, come è successo a blogger italiane come Clio Zammatteo che insieme a Pupa e ha firmato la linea “Clio for PUPA Mimi e Oscar Collection”, oppure organizzare eventi live come il Delightful Tour di Giuliana Arcarese in collaborazione con Deborah Milano.