WMF 2017: report sulla manifestazione e gli speech nella sala SEO

La quinta edizione del festival è stata un indiscutibile successo con un’ampia partecipazione  di pubblico tanto da mettere in crisi una città molto ben organizzata come Rimini (non so chi di voi abbia partecipato e sia riuscito ad accaparrarsi un taxi).
L’evento è stato ricco di iniziative, dibattiti e relatori eccellenti non solo legati al web marketing ma più in generale al digital e alla comunicazione online.

Il primo giorno di festival ho seguito interamente gli interventi dei relatori in sala SEO, ecco una sintesi:

Il primo speech è stato quello di Enrico Altavilla che ha evidenziato l’importanza di portare avanti un attività di link building consapevole, evitando rischi di penalizzazione.
Divertente, solo per chi fa seo, l’esempio citato da Altavilla di un post trovato in rete dove era palese il tentativo di dare un contesto testuale a un link di affiliazione molto forzato, rendendo l’articolo a dir poco sconclusionato per il lettore.
Impeccabile Andrea Pernici nel secondo intervento, lo speech più tecnico che ho seguito.
Il case study riportato da Pernici è quello del passaggio da Http ad Https del sito www.3bmeteo.com, un sito che conta circa 160 milioni di visualizzazioni al mese e 3 milioni di visitatori unici al giorno. I rischi del passaggio ad Https di un sito così ampio, anche nelle sue dimensioni, è dato da tanti fattori come ad esempio l’individuazione di meta dati in Http da correggere fra le migliaia di Url da monitorare e l’ottimizzazione del Crawl budget per la nuova indicizzazione. Notevoli sono stati i vantaggi della migrazione: Https offre la possibilità di sfruttare nuove tecnologie come il protocollo Http2, il passaggio dell’algoritmo di compressione da Gzip a Brotli e l’utilizzo di immagini in formato WebP. Pernici ha riportato i benefici degli interventi non tanto a livello di SERP (il sito è già ai vertici dei risultati di ricerca per tantissime query) quanto nel miglioramento netto dei parametri Crawl Demand. Per l’analisi SEO tecnica Pernici ha citato Visual SEO Studio, per chi non lo conoscesse ancora, un software italiano che a mio avviso risulta molto valido, anche se l’ho utilizzato solo nella versione gratuita “community” ma il fatto che abbia superato lo “stress-test” di Pernici gioca a suo favore.
Terza relatrice della sala SEO: Aleyda Solis, ospite internazionale e speech tutto in inglese relativo alla SEO nel settore ecommerce.  Anche Aleyda si è spesa molto nel consigliare una particolare attenzione al crawl budget che in un sito ecommerce con centinaia o migliaia di prodotti è senza dubbio un fattore determinante per un’indicizzazione efficace. Oltre alle dinamiche di crawl budget spesso in un ecommerce ha poco senso disperdere il link juice su prodotti con la stessa descrizione e con varianti minime (sarà per l’influenza delle dichiarazioni di quest’anno di Gary Illies ma quasi in ogni speech che ho seguito si sentiva parlare dell’importanza del crawl budget). Aleyda Solis ha poi offerto molti altri suggerimenti su quali pagine da tenere sempre indicizzate (ad esempio quelle delle ricorrenze, delle promozioni etc.) e a prestare attenzione a come hanno risolto alcune problematiche di UX grandi marketplace.
Giovanni Sacheli nel quarto speech della giornata è intervenuto su una procedura che anche esperti di seo e marketing online troppo spesso trascurano e cioè la lettura dei log.
Monitoriamo la SERP, stiamo attenti a contenuti, al codice e ai backlink e poi facciamo le nostre supposizioni su ciò che può aver influito sul posizionamento per prendercela con il “Fred” di turno ma Sacheli giustamente mette in evidenza che analisi e considerazioni molto interessanti si possono portare avanti monitorando la frequenza degli accessi di Googlebot alle varie pagine.
Nel suo intervento Matteo Monari, il quinto della giornata, differenzia l’utilizzo di un vero e proprio blog aziendale (come quello di Google tanto per intenderci, con contenuti relativi a servizi, iniziative e comunicazioni ufficiali del brand) dai blog realizzati con altre finalità di content marketing. Alcuni brand hanno dei veri e propri magazine online, che offrono contenuti destinati al target di riferimento aziendale ma focalizzati a intercettare la domanda latente. La vera alternativa ai blog e alla creazione di una linea editoriale che potrebbe essere molto onerosa per piccole e medie aziende è la realizzazione di contenuti “evergreen”: guide, tutorial, report etc. che trattino tematiche maggiormente finalizzate all’acquisto del prodotto etc. Contenuti di questo tipo, spiega Monari, non hanno ragione di essere strutturati come classici post in ordine di pubblicazione temporale, ma dovrebbero essere facilmente raggiungibili da parte dell’utente. L’ultimo intervento in sala SEO è stato quello di Massimo Monzio Compagnoni e della sua collega Maria Spadaro che hanno illustrato il case study di GoEuro.
È stato interessante conoscere l’integrazione tra i vari reparti di un’azienda così ben strutturata come GoEuro (business intelligence, SEO, comunicazione e ufficio stampa) per la produzione di contenuti notiziabili ai fini di massimizzare il traffico organico.

web marketing festival 17

Il secondo giorno di festival, la plenaria e gli altri interventi

Il secondo giorno di festival non era presente una sala dedicata esclusivamente alla SEO e ho scelto di assistere agli speech di Luca Orlandini sulla corretta costruzione di landing page nella sala dedicata al web design e agli speech di Giuseppe Pastore (responsabile SEO del gruppo Yoox) e di Andrea Saletti nella sala ecommerce.
In sala plenaria ho trovato particolarmente lucidi e interessanti i report sulla digital trasformation di Marco Gay e Ivan Mazzoleni che mostrano con che accelerazione stanno cambiando i model business della nostra società e con che rapidità si stanno imponendo nuove giovani aziende, le “unicorn” del valore stimato superiore a 1 miliardo di dollari che erano solo delle startup fino a qualche anno fa.
Sempre in plenaria, nel secondo giorno di festival, assolutamente degno di nota il confronto sulla gestione della comunicazione online in momenti di crisi, a cui hanno partecipato i responsabili di tante importanti ONG: Save the Children, Unicef, Medici senza Frontiera, ActionAid e che hanno sottolineato l’importanza del delicato lavoro svolto dai social media manager.

Conclusioni

Il Web Marketing Festival è cresciuto moltissimo, è sicuramente il più importante evento in Italia per agenzie, addetti ai lavori e non solo. Non sostituisce eventi formativi o di settore più mirati, è un festival con una componente importante dedicata allo spettacolo. Il denominatore comune è il web che lo rende un evento omnicomprensivo, con sale che vanno dal video marketing alla seo, dal digital health al turismo online, dalla sala della comunicazione no profit a quella della competizione delle startup. Valeva la pena esserci, per avere nuovi spunti, nuove idee e stringere la mano a persone che hanno la tua ammirazione ma che fino ad ora hai conosciuto solo attraverso uno schermo.